Sicut Deus de Caelo delapsus videre et tangere potes, sicut aliqui in Terram delapsus non possum

Armageddon non è una battaglia fra uomini, ma la guerra a cui prendono parte anche gli eserciti invisibili di Dio.

Comprende lo scontro tra le forze immateriali e le schiere dei non credenti che hanno scelto l’anticristo e la tradizione limitante.

Se la Giustizia giusta di “quelli” dall’ Alto dissolve la ignoranza, la misericordia ortodossa divina dilaziona i tempi al pentimento e concede spazio interiore al ravvedimento.

Il percorso introspettivo dello gnosticismo cristiano amplia il contesto letterario

C.S. Lewis: “Se esaminate la storia, scoprirete che i cristiani che hanno fatto di più per il mondo presente, sono stati coloro i quali hanno pensato di più a quello successivo
Aert de Gelder
Battesimo di Cristo, 1710

apocalittico e l’accezione del termine religione con il pluralismo confessionale. Se l’apocalisse giovannea implica Armageddon, il cui esatto significato sfugge all’interpretazione pacifica, la topologia biblica della località mediorientale richiama alla mente che Dio ha prestabilito la fine dei tempi.

Armagheddon è il colpo di coda del demonio canonico. Indica il luogo della battaglia finale secondo l’ultimo libro giovanneo del Nuovo Testamento, ma non rappresenta necessariamente, o soltanto, una guerra tra nazioni con le armi di distruzione di massa, poiché simboleggia il raduno simbolico dei re della terra contro Cristo e la condizione trascendentale trascritta dai testi apocrifi piuttosto che la località in Israele.

In rassegna fonti accademiche e 5 vangeli gnostici appartenenti alla letteratura sacra apocrifa: l’Apocrifo di Giovanni, il Vangelo di Tommaso, il Vangelo di Filippo, il Vangelo di Maria (Maddalena) e il Pistis Sophia.

Queste opere offrono prospettive alternative rispetto agli insegnamenti classici e alla fede cristiana ortodossa, che rafforzano

l’apprendimento etico e religioso trasferendo valore alle esperienze spirituali individuali.

INTERPRETAZIONEAPOCALISSE DI GIOVANNIRIVELAZIONE GNOSTICA
VISIONE DEL MONDOLA CREAZIONE APPARTIENE A DIO ED E’ TENDENZIALMENTE BENEVOLAPRIGIONE, COPIA IMPERFETTA DEL PLEROMA. OPERA DEL DEMIURGO SACRILEGO
FINE ULTIMAREDENZIONE CON TRASFORMAZIONE DELLO UNIVERSO E STAGNO DI FUOCO ETERNO AI DANNATIDISSOLUZIONE CON RITORNO ALLA NATURA ORIGINARIA:
PLEROMA OPPURE LA PERDIZIONE NELL’ OBLIO DEL NULLA
CORPO E MATERIARISURREZIONE DEI MORTI E IMMORTALITA’ DEI VIVI PER MEZZO DEL CORPO GLORIFICATOLIBERAZIONE DELLO SPIRITO DAI LIMITI DEL CORPO SOPRATTUTTO FISICO
METODO DI SALVEZZALA GRAZIA DELLA FEDE IN CRISTO INCARNATOACQUISIZIONE DELLA GNOSI O PERCORSO DI ERUDIZIONE ETEROGENEO SOSTENUTO DALLA BENEVOLENZA
Michele Arcangelo
Michele schiaccia satana
di Guido Reni 1636

Nei testi gnostici, Michele Arcangelo è una figura di confine. Nell’ apocrifo di Giovanni, Michele non è un Eone del Pleroma, ma un funzionario del demiurgo. Parte di queste memorie gnostiche definiscono l’ Arcangelo uno dei sette poteri che contribuiscono a creare il corpo di Adamo, un “carceriere” e un delegato del mondo inferiore.

Nelle correnti gnostiche medioevali come nel Bogomilismo, Michele è invece identificato con l’Eone Cristo prima della Sua incarnazione, il Figlio di Dio che scende per sconfiggere il demiurgo. Nel Pistis Sophia, Michele è il difensore dei cercatori della Verità. E’ colui che protegge l’anima dall’ aggressione arcontale nel periglioso percorso verso il Pleroma.

Opposta la visione di Origene che, nel perduto “Diagramma degli Ofiti”, mappa cosmologica gnostica, Michele è rappresentato con il volto di un leone essendo uno dei guardiani che l’anima deve superare per liberarsi dalla densità della materia.

Michele Arcangelo
Michele schiaccia Lucifero
Raffaello Sanzio 1518

Se per il cristianesimo ortodosso Michele è il guerriero dell’apocalisse fedele a Dio, l’ Arcangelo e l’ “Angelo di più alto rango“ che combatte il male, i principati e governi del mondo, per lo gnosticismo è un personaggio Giano Bifronte, per un verso servitore ignaro del demiurgo, per un altro potente alleato dello gnostico che accompagna l’ anima nell’ impegnativo ritorno alla Dimensione originaria.